Allestimento di una camera oscura stabile

Premetto che non sempre è facile avere a disposizione un locale da adibire a camera oscura permanente o meno , ed anche in caso di disponibilità è necessario soddisfare alcuni requisiti di massima importanza quali:

impianto idrico funzionante con scarichi

distanza dalla zona abitativa in quanto dobbiamo proteggerci dalle (ormai conosciute ) infiltrazioni di luce

Armadio per i chimici pellicole , carte accessori

Chimici di CO , si tratta di prodotti che potrebbero , se venissero a contatto con i nostri figli , animali di casa , creare condizioni limite per la loro incolumità.

Detto questo e sopratutto , soddisfatti i requisiti di cui sopra , organizziamo la nostra CO permanente o no .

Dovremo lavorare in due ambienti distinti:

Ambiente umido ; tank , cilindri graduati per lo sviluppo de rulli

bacinelle con i reagenti  e risciacquo per le stampe.

A tal fine saranno  necessarie una serie di bacinelle di dimensione adatta ad ospitare i fogli di carta fotografica che vorremmo trattare , consiglio di acquistare la massima dimensione possibile in modo da poter gestire anche i formati maggiori.

Avremo necessità di cilindri e contenitori graduati , un imbuto, termometro specifico per la camera oscura ,una matita –

Ambiente secco : Ingranditori fotografici , obiettivi , carte , pellicole, luci rosse ( in caso di carta MG), e giallo verde in caso di utilizzo di carta tradizionale .

Consiglio l’uso del marginatore che ha lo funzione di impedire la curvature della carta durante l’esposizione sotto l’ingranditore.

 

 

 

Sessione di stampa delle immagini in CO

Abbiamo avuto il primo assaggio di cio che è il mondo fisico-chimico della CO e delle trasformazioni che avvengono in detta sede, adesso andremo a completare l’opera iniziata con la fase di ripresa delle immagini.

Come di solito sigilliamo l’ambiente dalla luce circostante e sinceriamoci circa le eventuali infiltrazioni di luce.

Abbiamo preparato i bagni nelle loro bacinelle , acceso l’aspiratore , l’uso del quale è di primaria importanza per sessioni di stampa prolungate , in quanto ile esalazioni dei prodotti chimici non sono salubri .

Al fine di eseguire con cura  una sessione di stampa è condizione necessaria che le operazioni negli ambienti

asciutto : esposizione , carte fotografiche , ingranditori timer

umido : bagni chimici , asciugatura

siano separati quanto più possibile, e che , le stesse vengano eseguite metodicamente e sistematicamente in modo ripetitivo in tal modo poteremo  evitare contaminazioni ed errori di vari genere.

 

 

 

I nuovi Druidi, preparazione allo sviluppo della pellicola

dettaglio

Prepariamoci all’emozione senza tempo di vedere trasformata in immagine su pellicola in B&W che abbiamo immortalato a colori.

Abbiamo ben impresso negli occhi le nostre immagini a colori carpite alla realtà esterna, adesso iniziamo il processo di creazione delle immagini stesse su i negativi.

Non sempre la dizione “negativo” è sinonimo di valore 0 o tendente a  , di errore , di intollerabile ,non memorabile di fallimento ma bensì  , nel caso specifico abbiamo la possibilità di creare una immagine inconsueta , ed irripetibile partendo da “negativo”!

Colorando la realtà in Bianco nero.

Iniziamo con lo schermare le finestre e le porte da ogni possibile infiltrazione di luce , la quale danneggerebbe irrimediabilmente le nostre immagini.

Per un attimo pensiamo di trovarci davanti al rullo appena esposto con tutto il nostro bagaglio di dubbie e speranze …  di immagini carpite alla realtà a colori in attesa della…trasformazione in B&W.

Abbiamo già “pensato ” al  tipo di immagine  che vorremmo ,spereremmo di produrre ,pertanto abbiamo deciso , sia il tipo di  pellicola  e relativa sensibilità all’inizio, adesso abbiamo davanti uno o più incertezze circa il rivelatore da adottare:

Normale

Compensatore

Energico….

Deciso, abbiamo scattato con pellicola  medio- bassa sensibilità in una giornata soleggiata , con contrasto nella norma .. tutto fa presagire fotogrammi standard.

Prepariamo tutti i nostri antichi strumenti , forbici , tank , imbuti, cilindri graduati , bicchieri ,timer , termometri e l’immancabile oscurità…

Spegniamo le luci e sostiamo per qualche minuto nell’oscurità per accertarci della presenza di eventuali infiltrazioni , a  causa delle quali potremmo subire velature dei fotogrammi con conseguente decadimento della qualità delle immagini negative.

Proprio perchè abbiamo scattato in condizioni di luce  standard  , abbiamo stabilito che useremo un rivelatore Normale , a tal proposito abbiamo i nostri fedelissimi di sempre

Per normale si intende il rivelatore capace di produrre immagini che restituiscano fedelmente ciò che abbiamo immortalato, pertanto , contrasto medio, grana fine , dettagli nelle zone d’ombra , alte luci .

Prepariamo le miscele …primo passo controllare la temperatura dei liquidi ..20°C tassativo,l’uso ed il controllo della temperatura con  il termometro ,   signore incontrastato di ogni azione.

Sinceriamoci sempre che non ci siano tracce delle passate miscele al’interno degli oggetti che utilizzeremo in quanto potremmo correre il rischio di inquinare le nuove .

La spirale dovrà essere asciutta in ogni sua parte prima del caricamento della pellicola, pertanto dovremmo scuoterla più volte al fine di effettuare una ulteriore verifica.

Ok , oscurità totale , abbiamo preparato in anticipo ( davanti a noi) , su di un tavolo gli strumenti meglio se disposti in sequenza logica:

Stappino per aprire il contenitore del 35mm , spirale con la parte delle guide rivolte in senso utile , barattolo della tank , coperchio , forbice per il taglio della pellicola.

Consiglio di mettere tutti gli strumenti all’interno di una bacinella e di operare al di sopra della stessa , in questo modo qualsiasi caduta accidentale avverrebbe all’interno della stessa facilitando la ricerca dell’oggetto nell’oscurità.

Afferriamo la pellicola per l’estremità ed introduciamola all’interno della tank , facendo attenzione che ambo i lati scorrano nel suo interno ,ruotiamo la spirale percependo che la pellicola, nel suo interno , scorra , il tutto senza intoppi nè blocchi , al termine della pellicola dovremmo separare la stessa dal rocchetto con l’aiuto della forbice.

Fatto , la pellicola è stata  avvolta nella tank senza intoppi , possiamo inserire la spirale nel barattolo e , finalmente chiudere con il tappo.

Adesso la luce è quanto mai necessaria .

Abbiamo davanti a noi le preparazioni contenute nei loro rispettivi barattoli etichettati a dovere , abbiamo chiarito , all’inizio della composizione dei liquidi :

temperatura , percentuali , timer con i tempi già impostati, modalità di ribaltamento della tank

Possiamo versare il rivelatore nella tank , in modo continuo senza eccedere , tappiamo , ribaltiamo la tank  , azioniamo il timer.

Abbiamo optato per ottenere immagini fedeli alla realtà pertanto atteniamoci ad un processo di agitazione della tank stranormale … 1 minuto continuo , per i prossimi un ribaltamento ogni 30″ , ultimo minuto continuo.

Riporre la massima attenzione ai vari ribaltamenti evitando di accelerare eccessivamente ,ciò provocherebbe  la comparsa di schiuma  e /o bolle nel liquido le quali , a loro volta , provocherebbero la comparsa di macchie di forma circolare sulla pellicola danneggiando l’immagine.

Terminati i minuti pieni di ansia del processo sviluppo , laviamo l’interno della tank ed il rullo con acqua e , non necessario , una miscela di arresto , e procediamo con il fissaggio che permetterà l’eliminazione di tutte quelle particelle di alogenuro di argento che non parteciperanno alla composizione dell’immagine e pertanto inutile e dannose.

Terminati i cicli di ribaltamento, con le solite modalità del processo di sviluppo possiamo , dopo aver gettato il fissaggio , iniziare il lavaggio della pellicola .

Suggerisco di spendere un buon tempo di lavaggio con acqua corrente per circa 20-30 minuti , in questo modo elimineremo ogni traccia dei processi precedenti.

Al termine , prima di aprire la tank e separarla dalla pellicola , utilizzeremo un bagno di imbibente per il lavaggio finale , è composto da un tensioattivo che aiuta nell’eliminazione delle particelle ed evita la formazione di depositi sulla pellicola , si può sostituire egregiamente con una determinata qualtià di acqua e del comune shampoo.

Infnie abbiamo nelle nostre mani i nostri successi oppure insuccessi , nel secondo caso dagli stessi possiamo trarre numerose informazioni circa il nostro livello di pratica sia in ripresa , sia durante il processo.

Utilizziamo le apposite pinze per stendere la pellicola possibilmente in un luogo dove non ci sia presenza di polvere in modo da evitare che si possa depositare sulla pellicola umida , dando origine , in sede di stampa , a “virgole ” spiacevoli sulle nostre stampe, consiglio l’adozione di una “cabina ” in plastica con una cerniera che racchiude il tutto.

E’ possibile produrne una con poca spesa utilizzando una gruccia per capi ed un contenitore per biancheria con cerniera centrale in modo da poter isolare dall’esterno le pellicole durante l’asciugatura.

 

 

 

 

 

 

primi passi in camera oscura (all’oscuro di tutto o quasi)

Prepariamoci all’emozione senza tempo di vedere trasformata in immagine su pellicola in B&W che (precedentemente )abbiamo immortalato a colori.

Abbiamo ben impresso negli occhi le nostre immagini a colori carpite alla realtà esterna, adesso iniziamo il processo di creazione delle immagini stesse su i negativi.

Non sempre la dizione “negativo” è sinonimo di valore 0 o tendente a 0 , di errore , di intollerabile e non memorabile , nel caso specifico abbiamo la possibilità di creare una immagine inconsueta , ed irripetibile .

Colorando la realtà in Bianco nero.

Iniziamo con lo schermare le finestre e le porte da ogni possibile infiltrazione di luce , la quale danneggerebbe irrimediabilmente le nostre immagini.

Spengniamo la luce e sostiamo nel buio più completo per qualche minuto alla ricerca di eventuali infiltrazioni, nessuna fonte di luce , possiamo iniziare