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Capalbio 2019 , Giardino dei tarocchi

Il Giardino dei Tarocchi è un parcoartistico situato in località Garavicchio, nei pressi di Pescia Fiorentina, frazione comunale di Capalbio (GR) in ToscanaItalia, ideato dall’artista francostatunitenseNiki de Saint Phalle, popolato di statue ispirate alle figure degli arcani maggiori dei tarocchi. Per volontà dell’artista, nel Giardino dei Tarocchi non si eseguono visite guidate per lasciare all’interpretazione dei visitatori.

Breve storia

Seguendo l’ispirazione avuta durante la visita al Parque Guell di Antoni Gaudí a Barcellona, poi rafforzata dalla visita al giardino di Bomarzo, Niki de Saint Phalle inizia la costruzione del Giardino dei Tarocchi nel 1979.

Identificando nel Giardino il sogno magico e spirituale della sua vita, Niki de Saint Phalle si è dedicata alla costruzione delle ventidue imponenti figure in acciaio e cemento ricoperte di vetri, specchi e ceramiche colorate, per più di diciassette anni, affiancata, oltre che da diversi operai specializzati, da un’équipe di nomi famosi dell’arte contemporanea come Rico WeberSepp ImhofPaul WiedmerDok van WinsenPierre Marie ed Isabelle Le JeuneAlan DavieMarina Karella e soprattutto dal marito Jean Tinguely, scomparso nel 1991, che ha creato le strutture metalliche delle enormi sculture e ne ha integrate alcune con le sue mécaniques, assemblaggi semoventi di elementi meccanici in ferro.

All’opera hanno collaborato anche Ricardo Menon, amico ed assistente personale di Niki de Saint Phalle, e Venera Finocchiaro, ceramista romana; le sculture più piccole del Giardino (la Temperanza, gli InnamoratiIl Mondol’Eremita, l’Oracolo, la Morte e l’Appeso), realizzate a Parigi con l’aiuto di Marco Zitelli, sono state poi prodotte in poliestere da Robert, Gerard e Olivier Haligon. L’architetto ticinese Mario Botta, in collaborazione con l’architetto grossetano Roberto Aureli, ha disegnato il padiglione di ingresso, uno spesso muro di recinzione con una sola grande apertura circolare al centro, pensato come una soglia che divida nettamente il Giardino dalla realtà quotidiana.

Terminato solo nell’estate del 1996, la realizzazione del Giardino ha comportato, oltre ad un enorme lavoro di impianto, una spesa di circa 10 miliardi di lire interamente autofinanziati dall’autrice. Nel 1997 Niki de Saint Phalle ha costituito la Fondazione Il Giardino dei Tarocchi il cui scopo è quello di preservare e mantenere l’opera realizzata dalla scultrice. Il 15 maggio 1998 il Giardino dei Tarocchi è stato aperto al pubblico. Visitando il parco si nota che non sono stati terminati alcuni interventi e che una statua è incompiuta, a causa della malattia respiratoria che uccise l’artista nel 2002 e il cui volere era quello di non completare le parti che lei stessa non aveva realizzato

Lago di Vagli ed il paese sommerso di fabbriche di Careggine

 

Cenni storici:

FABBRICHE DI CAREGGINE

Tra i tanti itinerari turistici proposti da viaggistrani, Fabbriche di Careggine in provincia di Lucca, è sicuramente uno dei posti più curiosi e particolari. Si tratta di un piccolo paese abbandonato, un raro esempio di paese sommerso. Si trova infatti sul fondo di un lago artificiale, il lago di Vagli. Non stiamo parlando di Atlantide, ma almeno si tratta di un posto reale.

Purtroppo è possibile visitarlo una volta ogni dieci anni, quando il bacino del lago viene completamente svuotato per ripulire la diga.

Vediamo di ricostruire la storia di questo luogo così particolare. Fabbriche di Careggine è la sede di un’antica ferriera, fondata nel 1200 da alcuni fabbri di origine bresciana. Il Lago di Vagli è un corpo idrico artificiale creato nel 1953, quando la valle in cui si trova attualmente fu completamente inondata per permettere la costruzione di una diga. Tuttavia quando il lago fu creato, la valle era tutt’altro che vuota.

Diga Lago di Vagli

Per molti secoli il paesino fu uno dei maggiori fornitori di ferro dell’intera penisola. Fu costruita anche una strada che collegava Modena a Massa, la Via Vandelli per agevolare il trasporto dei materiali.

Ai cittadini di Fabbriche furono concessi numerosi privilegi tra i quali l’esenzione dal servizio militare. Ma con il passare degli anni, il declino del commercio portò gli abitanti di Fabbriche a tornare ad antichi mestieri come l’agricoltura e l’allevamento degli animali.

L’economia del paese si risollevò agli inizi del secolo scorso grazie allo sfruttamento dei giacimenti di marmo nelle vicinanze di Vagli. Fu costruita una piccola centrale idroelettrica per servire i bacini marmiferi.

Durante il regime fascista sì decise di costruire una diga idroelettrica, sbarrando il corso del torrente Edron, affluente del fiume Serchio. Il progetto fu affidato all’azienda Selt Valdarno, l’attuale Enel. I residenti del villaggio furono trasferiti nella vicina città di Vagli Sotto.

Lago di Vagli svuotato

Mentre il bacino si riempiva lentamente, il villaggio si perse sotto le acque, ma non per sempre. Infatti è già riemerso quattro volte dall’allagamento del 1950. Nel progetto originale, il lago doveva essere svuotato ogni 10 anni ma dal 1947 ad oggi è stato drenato solamente quattro volte: nel 1958, nel 1974, nel 1973 e nel 1994.

Era previsto un drenaggio nel 2016 ma è stato rimandato a data da destinarsi. Un vero e proprio braccio di ferro tra il Comune di Vagli Sotto e l’Enel. Indubbiamente lo spettacolo del prosciugamento del lago attira molti turisti e di conseguenza porta ricchezza nelle casse comunali ma le operazioni di drenaggio che durano fino a sei mesi comportano all’Enel una perdita di alcuni milioni di euro.

svuotamento lago di Vagli

In compenso il 19 giugno del 2016 è stato inaugurato un ponte tibetano sul lago, in previsione di un progetto molto più ambizioso: la costruzione di una cupola di vetro proprio sopra il lago, in modo da permettere ai visitatori di ammirare il villaggio fantasma nascosto tra le acque.

Vi sono molti racconti e leggende su Fabbriche di Careggine. Alcuni raccontano di aver sentito urla provenienti dall’acqua, visto fantasmi che camminavano sulla superficie del lago e strane presenze aggirarsi nel paese sommerso. Anche nelle rare occasioni in cui il lago è stato svuotato, i visitatori accorsi in massa dichiarano di aver sentito delle voci e addirittura visto i fantasmi.

Civita e Orvieto

 

Orvieto

La cattedrale di Santa Maria Assunta è il principale luogo di culto cattolico di Orvieto, in provincia di Ternichiesa madre della diocesi di Orvieto-Todi e capolavoro dell’architettura gotica dell’Italia Centrale. Nel gennaio del 1889papa Leone XIII l’ha elevata alla dignità di basilica minore.[1]

La costruzione della chiesa fu avviata nel 1290 per volontà di papa Niccolò IV, allo scopo di dare degna collocazione al Corporale del miracolo di Bolsena. Disegnato in stile romanico da un artista sconosciuto (probabilmente Arnolfo di Cambio), in principio la direzione dei lavori fu affidata a fra Bevignate da Perugia a cui succedette ben presto, prima della fine del secolo, Giovanni di Uguccione, che introdusse le prime forme gotiche. Ai primi anni del Trecento lo scultore e architetto senese Lorenzo Maitani assunse il ruolo di capomastro dell’opera.

Questi ampliò in forme gotiche l’abside e il transetto e determinò, pur non terminandola, l’aspetto della facciata che vediamo ancora oggi. Alla morte del Maitani, avvenuta nel 1330, i lavori erano tutt’altro che conclusi. Il ruolo di capomastro venne assunto da vari architetti-scultori che si succedettero nel corso degli anni, spesso per brevi periodi. Nel 13501356 venne costruita la Cappella del Corporale. Nel 14081444 venne costruita la Cappella di San Brizio, affrescata però solo più tardi (14471504). Anche i lavori della facciata si protrassero negli anni, fino ad essere completati solo nella seconda metà del 1500 da Ippolito Scalza, che costruì tre delle quattro guglie della facciata.

Vagabondando ..ovunque..

 

 

 

 

 

Tutto ciò che vediamo , se cogliamo l’attimo, il momento,anche per un solo istante , per una riflessione della durata di solo pochi istanti….. genera un pensiero  :

Nel caso del piccolo cimitero di campagna….

“Chissà quando è stata l’ultima volta che qualcuno ha posto l’attenzione su queste lapidi e la storie che  le stesse testimoniano ”

Anche un piccolo cimitero semi abbandonato , ha un suo passato ed una sua storia  .. da raccontare.

 

 

Dati tecnici delle stampe .

Fotocamera :Hasselblad 503 , obiettivo Zeiss Distagon

filtro giallo

pellicola Rollei RPX 100 iso ( sensibilità nominale)

rivelatore Fomadon R09 (1:20)

tempo 9 minuti . agitazione 1 minuto interamente , minuti seguenti , 3 ribaltamenti x  minuto.

Carta Ilford Warmtone – filtro numero 3 – Rivelatore Ilford Warmtone