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Attrezzature dell’Era Analogica , tesori assoluti

Yashica 124 Mat modello EM cellula esposimetrica al Selenio

Agfa Isolette 35 mm e Voigthlander modello Vitorette 2 . formato 35mm

Ancora analogico

Agfa modello Isolette L Zeiss Ikonta (6×4,5) , Zeiss IKON (6×9)

genere :folding :

Flash ed attrezzature varie

Sumpak 42 NG -Metz CT 60 ( a valigetta) – Esposimetro Sekonic

Trattiamo il negativo esposto

Abbiamo già impresso le immagini sulla pellicola , adesso è giunto il tanto , (atteso, temuto ) momento nel quale ,fisicamente , dobbiamo portare alla luce le immagini , finora immaginate, siamo ad un passo dal successo o insuccesso più clamoroso , che comunque ha sempre una ragione per la quale avviene, pertanto capiamo la/le ragioni di ogni successo o insuccesso che sia.

Dobbiamo porci necessariamente il dubbio se la la camera oscura è o meno “oscurata ” opportunamente prima di aprire il contenitore del rullo 135 mm o srotolare il rullo 120 , pertanto suggerisco di permanere per qualche minuto nella completa oscurità in modo che l’occhio abbia tempo di abituarsi ed eventualmente  carpire le infiltrazioni di luce , nemiche giurate del processo .

Una volta determinata la piena oscurità possiamo procedere con i primi passi , operando al buio più completo sarà necessario predisporre tutte le condizione per cui nessun oggetto, possa in qualche modo cadere a terra , cercarlo sarebbe assai complesso , pertanto suggerisco di operare su di un tavolo al di soprA del quale avremo posizionato una bacinella per lo sviluppo contenente tutti gli strumenti utili , in modo da ridurre le cadute accidentali , dovremmo , inoltre disporre le parti componenti la tank di sviluppo in modo sequenziale , in questo modo daremo continuità al processo.

Avremo all’interno della bacinella , forbice , stappino, tank( smontata) .

Abbiamo tutti gli elementi utili per iniziare le operazioni di bobinatura della pellicola nella tank , svolgiamo / apriamo il contenitore ed iniziamo ad avvicinare la pellicola alla spirale ,avendo cura di fare entrare la quantità maggiore possibile di pellicola nella spirale stessa , una volta certi di questo iniziamo a bobinare avvolgendo tutto il negativo fino a che non arriverà all’estremo opposto dove c’è lo scotch e taglieremo questa parte terminando con la chiusura della tank.

Questo è il momento nel quale possiamo lavorare liberamente in piena luce, possiamo dedicarci alla preparazione dei chimici , rivelatore ,fissaggio  ed eventualmente liquido di arresto .

In merito alla scelta del rivelatore avremo già deciso come procedere avendo già effettuato tutte le considerazioni  in merito a:

tipo di illuminazione durante la sessione di ripresa

tipo di pellicola utilizzata

Sensibilità della pellicola

Ricordiamo qualche nozione determinante per il successo , la condizione necessaria affinchè tutto si svolga senza sorprese e/o inconvenienti è il controllo metodico e assoluto della temperatura dei bagni , non dovrà superare i 20°C, solo nel caso nel quale si desideri ottenere effetti differenti dallo standard , potremo modificare i parametri tempo -temperatura .

Una temperatura dei bagni maggiore di 20 °C comporta inevitabilmente un aumento della grana della pellicola ed un contrasto più netto.

Una volta che abbiamo la pellicola avvolta all’interno della tank possiamo permetterci il lusso di ponderare i prossimi passaggi, eventualmente ricorrendo all’aiuto offerto dall’applicazione , di cui all’articolo .

All’inizio della fase di sviluppo consiglio vivamente di sbattere leggermente il fondo della tank al fine di fare salire eventuali bolle che inevitabilmente porterebbero alla formazione di macchie sulla superficie delle pellicole.

Altro suggerimento , per coloro che come me non usano lo stopper , lavare accuratamente dopo il rivelatore le pellicole con abbondante acqua ,evitando cosi di inquinare il successivo bagno di fissaggio.

Ultimo suggerimento , l’eso di una soluzione imbibente dopo il lavaggio , un tensioattivo serve a rimuove tracce di sporcizia sulla pellicola.

Asciugare le pellicole la dove non ci polvere e/o sporcizia assicura la disponibiltà di ottimi negativi  per la successiva fase di stampa.