Test di effetto Sabattier

Effetto Sabattier (test ) o meglio detto Inversione dei toni, eseguito nel 1984 , esponendo la stampa ultimata di sviluppo nella bacinella del rivelatore per carte , per un periodo di qualche secondo. Carta Semi Mat Ilford
Stesso procedimento del precedente , detto anche PSEUDO SOLARIZZAZIONE con tempi di sovraesposizione diversi , carta Ilford lucida .onfronto fra solarizzazione ed effetto Sabattier L’effetto Sabattier prende il nome, come di solito avviene in questi casi, dallo scienziato francese Armand Sabattier che per primo lo descrisse nel 1862. Perché è diverso dalla solarizzazione anche se si possono reputare parenti stretti? Semplice: la vera solarizzazione è prodotta da una fortissima sovraesposizione in fase di ripresa, quindi avviene sul negativo che presenta contemporaneamente un’immagine positiva e negativa. Con le vecchie pellicole la solarizzazione si verificava spontaneamente nelle lunghe esposizioni effettuate di notte: le luci della scena erano talmente sovraesposte che si invertivano e producevano sul negativo un’immagine positiva (non avete mai visto delle vecchie foto notturne coi lampioni neri anziché bianchi? Ecco, ora sapete il perché). L’effetto Sabattier, invece, viene ottenuto esponendo di nuovo il materiale sensibile (carta o pellicola) durante lo sviluppo. La vera solarizzazione avviene, quindi, in fase di ripresa, mentre l’effetto Sabattier in fase di sviluppo (è la stessa immagine parzialmente sviluppata che fa da negativo ed attraverso questo “negativo” viene esposta la parte restante dell’argento presente nell’emulsione). E’ facile capire se un’immagine è stata prodotta mediante la vera solarizzazione o l’effetto Sabattier: quest’ultimo è caratterizzato sempre da un bordino fra le zone contigue di basse ed alte luci. Questo bordino, detto “linea di Mackie”, si forma a causa della maggiore concentrazione di ioni di bromuro lungo la linea che separa una zona sviluppata da una che si sta sviluppando: il bromuro ritarda lo sviluppo lungo questa separazione formando, appunto, una linea più o meno chiara che manca del tutto nella vera solarizzazione.